• Liberamente tratto e ispirato da: "In Alto Mare" di Slawomir Mrozek
  • Allestimento 2016: Stefano Rozzoni, Stefano Ulivieri, Nicola Iannaccio
  • Allestimento 2013: Stefano Rozzoni, Stefano Ulivieri, Massimo Redaelli, Francesca Gatti
  • Regia: Lele Gaballo

BROCHURE E SCHEDA TECNICA

Su una zattera in mezzo al mare si trovano tre uomini. Le provviste sono esaurite e la fame inizia a farsi sentire. La discussione che ne segue, incentrata sulla leggitimità o meno del sacrificio come unica via per sopravvivere agli stenti, rappresenta il testo della celebre pièce "In Alto Mare" di Slawomir Mrozek (1961). Da quest'opera nasce Naufraghi, uno spettacolo in cui il richiamo al cannibalismo diventa solo il pretesto per una riflessione più profonda legata allo smascheramento dei meccanismi di potere sulle nostre vite. In particolar modo, questo lavoro si focalizza sul ruolo della retorica politica massmediatica a cui siamo costantemente sottoposti.

Lo spettacolo diventa così l'occasione per denunciare il naufragio morale della nostra società, non solo mostrandolo in forma allegorica, ma offrendo allo spettatore una via d'uscita invocando l'autocoscienza e la compassione come le "provviste esistenziali" per una concreta sopravvivenza dell'uomo. Questa rilettura non si discorda tuttavia dall'atmosfera grottesca del testo di partenza. Al contrario, Naufraghi, rimane una commedia dell'assurdo, che, nel dialogo tra teatro di denuncia, ombre e una messa in scena che interpella video e nuove tecnologie, si traduce in una risata che lascia, tuttavia, l'amaro in bocca.

 

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