Teatranti Autonomi Erranti

Naufraghi

Presentazione

Su una zattera in mezzo ad un mare di riviste patinate, allegoria straniante del marasma d’informazione spazzatura, si trovano tre uomini. Le provviste sono esaurite e la fame inizia a farsi sentire…

Liberamente ispirato alla pièce “In Alto Mare” di Slawomir Mrozek (1961), Naufraghi, porta in scena un richiamo al cannibalismo come pretesto per una riflessione più profonda legata allo smascheramento dei meccanismi di potere sulle nostre vite. In particolar modo sulla retorica politica massmediatica a cui siamo costantemente sottoposti.

Lo spazio scenico minimale è il mezzo per concentrare l’attenzione sulla vera protagonista, la parola, nella sua doppia accezione: cinica complice della subdola persuasione totalitarista, ma anche e soprattutto strumento di elevazione morale e spirituale attraverso la letteratura e il teatro. Naufraghi rimane una commedia dell’assurdo, che, nel dialogo tra teatro di denuncia, si traduce in una risata che lascia, tuttavia, l’amaro in bocca.

La prima messa in scena è datata 2013, a partire dal 2016 lo spettacolo gode di un nuovo e rinnovato allestimento.


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