TAE Teatro resta senza sede – comunicato ufficiale

TAE Teatro

Il 31 luglio chiude la storica sede di TAE Teatro: continua, tuttavia, la “resistenza culturale” dell’Associazione

L’Associazione Culturale TAE Teatro informa il pubblico circa l’ordinanza di rilascio dei locali della storica sede in via Bellini, 2, da parte dell’Amministrazione della Città di Treviglio, esprimendo il proprio rammarico e disappunto per la mancanza di una proposta di rilocazione alternativa che assicuri un’effettiva prosecuzione delle proprie attività. Il comunicato si propone come una riflessione sul valore della cultura, del teatro e dell’arte per il territorio, nonché sull’importanza di continuare a perseguire forme di “resistenza culturale”.

Nel 1988 il Sindaco di Treviglio apriva le porte di quello che, allora, rappresentava soltanto un deposito seminterrato, in via Bellini, 2, su richiesta di un gruppo di attori desiderosi di creare uno spazio di lavoro dedicato al teatro, alla ricerca, e all’arte dell’attore. Dal 1995 TAE Teatro prende le redini di questo slancio artistico, regalando alla città e al territorio quasi trent’anni di proposte culturali di qualità, dalla formazione attoriale rivolta a ragazzi e adulti, all’organizzazione di spettacoli per giovani e famiglie. Grazie alla motivazione della Compagnia di voler crescere e migliorare sempre più, in pochi anni ‘lo scantinato’ si trasforma in un vero e proprio centro di ricerca teatrale nel quale diventa possibile apprendere, discutere e indagare le estetiche del teatro contemporaneo.

Oggi TAE Teatro rappresenta una famiglia artistica allargata composta da tante persone di età ed esperienze diverse, legate tra loro dall’amore per il teatro e dalla consapevolezza che il linguaggio dell’arte può e deve esprimere una visione alternativa, una filosofia affermativa e una voce critica in risposta alle narrazioni culturali dominanti che, oltre a sostenere il contrario, spesso mettono “sotto scacco” la cultura. In decenni di corsi e laboratori, centinaia di persone hanno calcato le assi di quello che è ormai diventato, a tutti gli effetti, un ‘piccolo teatro’ in città, che ha ospitato, inoltre, tanti acclamati Maestri della regia e della recitazione. Grazie alla rassegna “VICOLI – Festival dei Teatri della Gera d’Adda”, giunta quest’anno al suo 25esimo anniversario, la città e il territorio hanno avuto l’onore di conoscere e apprezzare importante voci del teatro contemporaneo riconosciute a livello nazionale e internazionale, tra cui si ricordano: Emma Dante, Ascanio Celestini, ATIR Teatro Ringhiera, Claudia Contin Arlecchino, Mamadou Dioume, Teatr Novogo Fronta, Rita Pelusio, Marco Baliani, Laura Curino, Danio Manfredini, Sergio Bustric, Giuseppe Semeraro oltre a tanti altri Artisti della parola, della voce e del corpo. L’attenzione per la qualità artistica, che da sempre contraddistingue la Compagnia, è stata sostenuta nel tempo da molteplici Enti privati (Fondazione della Comunità Bergamasca, Cassa Rurale BCC Treviglio, e diverse attività commerciali del territorio) e pubblici (Regione Lombardia Comune di Brignano Gera d’Adda, Comune di Cassano d’Adda, Comune di Fara Gera d’Adda Comune di Rivolta d’Adda, e lo stesso Comune di Treviglio). Lavorando nelle scuole e con centri che si occupano di formazione, disabilità e integrazione, l’Associazione ha dimostrato come il linguaggio teatrale possa superare confini e barriere sociali e culturali, promuovendo la creazione di una comunità inclusiva. Creando reti con altre Associazioni locali, TAE Teatro ha aiutato a comprendere il valore della performance in relazione a tanti temi cari al territorio, dal rapporto con la sua terra, alla memoria della Resistenza, passando per i gemellaggi internazionali.

Nel 2020 TAE Teatro si trova costretto a comunicare una spiacevole svolta in questa avventura fatta di soddisfazioni, ma anche di tanto lavoro e sacrifici. L’Amministrazione chiede infatti all’Associazione la liberazione degli spazi, nonostante sia assente un piano realistico per un’adeguata rilocazione delle attività, al fine della effettiva prosecuzione del servizio offerto dalla Compagnia. Anche a seguito di alcune proposte non adatte o impraticabili, uno spazio alternativo comunale, dal 31 luglio, non ci sarà: si tratta di una condizione che mette ancora più in difficoltà il lavoro di un’Associazione fondata sulla logica del “non a scopo di lucro” e della “promozione culturale e sociale”, che, inoltre, è stata messa a dura prova dalle restrizioni legate all’emergenza sanitaria. La chiusura di uno spazio che promuove il dibattito, l’incontro, la circuitazione di storie e di riflessioni sul presente, non può che essere accolta con disappunto dai tanti soci di TAE Teatro, ma anche dai cittadini della comunità trevigliese, che assistono, in tal modo, alla mancata valorizzazione degli spazi della collettività, nonché della perdita di servizi, e di tante proposte artistiche e culturali.

TAE è l’acronimo di Teatranti Autonomi Erranti, un nome che ricorda l’importanza di non fermarsi davanti alle difficoltà, e continuare a camminare sulla strada dell’arte e della bellezza, di cui, oggi più che mai, abbiamo fortemente bisogno. Il teatro non si ferma. E non si fermano neppure le attività della Compagnia, che continuerà ad adoperarsi per ribadire la rilevanza del teatro, in attesa di poter riprendere il proprio servizio a pieno regime, con il sostegno concreto dell’Amministrazione.

Continua così il lavoro di un gruppo che si occupa di “resistenza teatrale e culturale”, come affermò Cesar Brie (Corriere della Sera, Bergamo, 10 maggio 2015) in merito agli sforzi dell’Associazione di coltivare la proposta artistica di un territorio tanto promettente, quanto spesso sminuito delle proprie risorse preziose. Così come il Sindaco della Città di Treviglio aprì le porte della sede più di tre decenni fa, dando il via a questa speciale avventura artistica, il 31 luglio l’Associazione, sarà presente in via Bellini, 2, per riconsegnare le chiavi al Sindaco in carica, mantenendo fede alle richieste ricevute, ma esprimendo il proprio dissenso circa l’ordine di liberazione di spazi comunali in mancanza di una soluzione alternativa adeguata.

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